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Foto di © Jansin & Hammarling

Si accendono le luci nelle Grotte di Collepardo, il suggestivo sito speleologico in provincia di Frosinone che, con le Grotte di Pastena e il Pozzo d’Antullo, costituiscono un unico grande patrimonio naturalistico. Dal 2019, la Regione si è impegnata a valorizzare e tutelare i tre geositi rilevandone la gestione e affidandola alla società regionale LAZIOcrea S.p.A. in collaborazione con le amministrazioni locali. Il Presidente Nicola Zingaretti inaugura oggi in diretta sulla pagina Facebook della Regione Lazio (ore 17) il nuovo progetto di illuminazione e il rinnovato percorso audioguidato di Collepardo: un’azione importante che, con un investimento di circa 380 mila euro, non solo restituisce nuova luce a una delle grotte più affascinanti del nostro territorio ma permetterà un’esperienza di visita inedita riducendo al contempo l’impatto ambientale.

“Da oggi siamo in grado di restituire ai cittadini un luogo di grande pregio e bellezza, grazie ad un innovativo progetto di illuminazione, che lo renderà fruibile in tutto il suo splendore e a basso impatto ambientale, in linea con i nostri programmi di governo. Un progetto sul quale abbiamo fortemente creduto è che il frutto di un grande lavoro di squadra che permetterà anche di arricchire l’offerta turistica di questo territorio e di tutto il Lazio”, ha dichiarato il Presidente Zingaretti.

Con Collepardo, si dà il via a un nuovo corso di valorizzazione e promozione dell’area: sono allo studio, infatti, nuovi sistemi di illuminazione e supporto alla visita per le Grotte di Pastena. Presenti all’inaugurazione anche il Capo di Gabinetto della Regione Lazio Albino Ruberti, il presidente di LAZIOcrea, Luigi Pomponio, il sindaco di Collepardo Mauro Bussiglieri e la Presidente del WWF Italia e giornalista Donatella Bianchi che ha prestato la propria voce per un’approfondita audioguida dedicata ai visitatori di tutte le età. L’evento, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Regione Lazio, è arricchito dalle note jazz del pianista Danilo Rea.



 
IL NUOVO PROGETTO DI ILLUMINAZIONE

Il rinnovato progetto illuminotecnico restituisce nuova luce allo spettacolo naturale del sito supportando l’esperienza di visita, la comprensione e la conoscenza delle risorse naturali di questo ambiente ipogeo proteggendo al contempo la biodiversità. Un progetto innovativo promosso dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea S.p.a., messo in opera da Enel X e firmato dalla pluripremiata lighting designer Chiara Carucci  di OkiDoki Architects: specialista nel campo dell’illuminazione urbana e dei beni culturali, riconosciuta tra i migliori “40 under 40” agli LD Awards 2016, oggi a Stoccolma, dove vive e lavora, è anche coordinatrice del Nordic Chapter di IALD (International Association of Lighting Designers). Con l’ingegnere Massimiliano Faina, Chiara Carucci ha studiato un nuovo sistema di illuminazione che riporta le grotte alla loro bellezza “naturale”. Grazie a questo progetto, il design supporta il percorso di visita utilizzando non solo la luce ma anche i contrasti e le ombre per guidare a una visione corretta dell’ipogeo. Dallo studio della luce del sole della Carucci, il nuovo sistema riproduce la luce naturale e dà la possibilità al pubblico di scoprire le grotte in tutta la loro complessità e autenticità con coni visivi e a zone che, enfatizzando le altezze e amplificando gli scenari, sono in grado di raccontare al visitatore la storia stessa del geosito. L’intensità luminosa e la durata dell'illuminazione sono regolate per coordinarsi al percorso di visita e alla quantità di luce naturale che penetra la grotta, attivandosi solo al passaggio dei visitatori così da agevolare la comprensione di ogni area narrativa.

Questo nuovo sistema riduce l’impatto ambientale garantendo un netto miglioramento a livello di efficientamento energetico con la sostituzione di elementi illuminanti obsoleti e la creazione di un impianto di ultima generazione. 198 punti luce a led che generano meno calore, sono più efficienti e hanno una durata di vita maggiore rispetto alle precedenti lampade a ioduri e a sodio. Il progetto nel complesso, oltre a valorizzare la grotta, garantisce un notevole risparmio energetico con circa il 95% di consumi in meno rispetto al passato. Un’illuminazione funzionale e selettiva che diventa anche strumento di interpretazione ambientale ponendo l’accento sugli elementi più importanti ed evocativi delle Grotte di Collepardo ma anche sulle caratteristiche, i valori e i fenomeni naturali che vi si verificano e che continuano a disegnarne e modellarne il paesaggio.

Per evitare intensità eccessive, l’illuminazione degli speleotemi (i depositi minerari) è differenziata dalla luce di percorso e di sicurezza. Il nuovo sistema di illuminazione permette di muoversi in sicurezza ma anche di rispettare la natura: i corpi illuminanti, posizionati a circa 1 metro dalle superfici, così come le luci di camminamento poste lungo i corrimano esistenti, sono stati scelti e studiati accuratamente per limitare la crescita di lampenflora, organismi fototrofi in grado di utilizzare come fonte di energia la luce, ovvero batteri, muschi e altri vegetali “alieni”.  Il controllo delle ottiche, inteso come la scelta della giusta apertura di fascio luminoso per ogni elemento che costituisce la “scena”, contribuisce alla protezione della delicata fauna degli ambienti ipogei. Per questo, anche i tempi e le modalità di realizzazione dell’intervento sono stati programmati in relazione alla presenza della colonia di chirotteri nome scientifico dei pipistrelli nelle grotte, tenendo in considerazione il periodo di letargo invernale (fino alla metà di marzo) e la formazione della “nursery” (metà maggio).

 

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA CON DONATELLA BIANCHI

Le tappe del percorso di visita, scandite dal nuovo sistema di illuminazione, saranno accompagnate dalla voce di Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva. Ben due audioguide complete, una per i grandi e una dedicata ai più piccoli, per scoprire il patrimonio di biodiversità e di testimonianze archeologiche del geosito.

Dall’ingresso, dopo l’esposizione delle regole di visita, i visitatori potranno salire a turno sul Palco per comprendere le dimensioni della Grotta - grazie a un taglio di luce sulla volta che evidenzia le numerose stalattiti e l’illuminazione sulla parete frontale che consente di percepirne la profondità e vedere la Pigna, probabilmente la formazione più caratteristica della grotta. Riscendendo e proseguendo lungo il percorso, si potrà ammirare anche il Trono della Regina, colata stalagmitica a gradoni che si dice la Regina Margherita scelse come seduta regale nel corso della storica visita del 1904. Il percorso prosegue con la visita della Foresta pietrificata o Cattedrale in cui l’illuminazione pone l’accento sulla verticalità e l’imponenza degli speleotemi che enfatizzano la sacralità del luogo. Grazie alla guida di Donatella Bianchi, i visitatori potranno notare particolari interessanti come le tracce di fuliggine dovute all’uso in passato di torce per l’illuminazione della grotta e che testimoniano la presenza umana nel corso dei secoli, sin dalla preistoria; ma anche conoscere i fenomeni carsici che portano alla formazione delle stalattiti e delle stalagmiti, l’importanza della luce e imparare a rispettare gli attuali “abitanti” della grotta: i pipistrelli. Un vero e proprio viaggio al centro della Terra, dunque, per conoscere un mondo pressoché sconosciuto fatto di storia e natura con una “sorpresa” finale in serbo per i visitatori.  

Foto © Jansin & Hammarling




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