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ENTE PARCO


La Regione Lazio ha affidato all'Ente Regionale Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi anche la gestione di altre aree protette di particolare interesse conservazionistico: - Il Pozzo d'Antullo, La Riserva Naturale Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico. - La Riserva Naturale del Lago di Canterno. In tal modo la Regione Lazio ha inteso creare un sistema di aree protette in particolare un sistema di zone umide (costituito dai laghi di Fondi, San Giovanni Incarico e Canterno) e l'insieme di alcuni geositi (costituti dalle morfologie carsiche di Camposoriano, delle Grotte di Pastena e Collepardo, del Pozzo di Antullo e del territorio della Riserva Naturale del Lago di Canterno) che si estende dalle coste del mar Tirreno, in provincia di Latina, alle aree più interne della provincia di Frosinone. Uno degli obiettivi prioritari da perseguire attraverso la creazione di questo particolare sistema di aree protette è, quindi, quello di creare una rete di territori da gestire con azioni integrate, al fine di tutelare, far conoscere meglio e promuovere ambienti straordinari per biodiversità, per valori paesaggistici, culturali e ambientali, nonché per favorire la conoscenza di tutte quelle emergenze ambientali presenti nei comuni delle tre erre protette affidare in gestione all'Ente. Un sistema territoriale da tutelare e valorizzare, con la delicatezza che meritano aree protette così belle e che ogni stagione dell'anno regalano ai visitatori emergenze naturalistiche sorprendenti, paesaggi diversi e insoliti, siti archeologici e storici di particolare pregio, ma anche eventi culturali e tradizionali ricchi di fascino e di bellezza.


Comuni nel Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi




COMUNE DI AMASENO (FR)

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COMUNE DI CASTRO DEI VOLSCI (FR)

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COMUNE DI FONDI (LT)

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COMUNE DI LENOLA (LT)

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COMUNE DI MONTE SAN BIAGIO (LT)

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COMUNE DI PASTENA (FR)

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COMUNE DI ROCCASECCA DEI VOLSCI (LT)

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COMUNE DI SONNINO (LT)

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COMUNE DI TERRACINA (LT)

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COMUNE DI VALLECORSA (FR)

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COMUNE DI COLLEPARDO (FR)

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Riserva Naturale delle Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico



La Riserva Naturale delle Antiche città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago Di san Giovanni incarico, è situata nella Valle del Liri, in provincia di Frosinone. E' caratterizzata dalla presenza di un lago e di due importanti siti archeologici: "Le Antiche città di Fregellae e Fabrateria Nova". La trasformazione ambientale di questo territorio iniziò nel 1925, quando l'Enel per produrre energia idroelettrica costruì uno sbarramento artificiale lungo il fiume Liri, nel territorio di San Giocanni Incarico. In seguito alla costruzione della diga, le acque fluviali, rallentando il loro corso, salirono di livello inondando i terreni circostanti e provocando un notevole ampliamento dell'alveo da cui prese origine l'attuale lago.
Vegetazione
Il comprensorio della Riserva Naturale risulta caratterizzata prevalentemente da ambienti agricoli o ex-agricoli, da aree umide artificiali e seminatura e da un'area boscata molto frammentata. Quest'ultima costituisce uno degli ultimi lembi di foresta di pianura di tutta la valle del Sacco-Liri ed è da considerarsi di assoluto valore conservazionistico e documentario, che conserva ancora le caratteristiche dell'antico paesaggio agrario italiano. Tra le specie più diffuse la faina, il cerro, il carpino bianco, il nocciòlo, il perastro o pero selvatico, il corniolo, l'orniello. Sulla sponde del Lago di San Giovanni Incarico e del fiume Liri sono presenti boschi ripariali a Salix alba, sviluppati in ambienti periodicamente inondati, insieme a specie non strettamente igrofite quali il corniolo, il salicone, l'olmo campestre.
Fauna
L'avifauna, presente nella Riserva, costituisce un forte elemento di richiamo per gli amanti del birdwatching. Studi recenti hanno individuato la presenza di 75 specie: di queste, 32 sono legate alla presenza dell'acqua tra cui lo Svasso maggiore, lo Svasso piccolo, il Tuffetto, l'Airone bianco maggiore, l'Airone cenerino, il Tarabusino.
L'ittiofauna è caratterizzata da un numero elevato di specie introdotte da altre aree, ben 10 specie sulle 12 totali. Questa situazione è piuttosto comune nei bacini artificiali, in cui spesso la colonizzazione spontanea è limitata da vari fattori tra cui le variazioni di livello e la temperatura dell'acqua più elevata rispetto all'asta fluviale a monte e a valle della diga. Inoltre le opere di sbarramento costituiscono barriere insormontabili alla risalita delle specie, per esempio per raggiungere le zone di riproduzione poste a monte. A questo si aggiunge la diffusa abitudine a popolare le acque dei bacini artificiali (e non solo) con specie esotiche di interesse per la pesca sportiva o da parte di cittadini che rilasciano animali tenuti in cattività
Il Patrimonio Culturale
In diverse zone dell'area protetta sono stati rinvenuti numerosi resti di particolare interesse a partire dal Paleolitico inferiore: dagli strumenti in selce realizzati dall'uomo 250.000 anni fa (amigdale, choppers, raschiatoi) a resti fossili di elefante, rinoceronte, cervo e di altre specie ormai scomparse.
Per quanto riguarda le testimonianze di epoca romana importantissime le due città:
Fregellae, colonia di diritto latino, fondata dai Romani sulla riva sinistra del fiume Liri nel 328 a.C., con lo stesso nome di un centro abitato della locale popolazione del Volsci, distrutto qualche anno prima dai Sanniti;
Fabrateria Nova dopo la distruzione di Fregellae, ai superstiti di parte filo-romana fu concesso di ricostruire la città, ma non più sullo stesso sito. Fu dunque ricostruita nel 124 a.C. poco più a sud, in un'ansa del fiume Liri subito dopo la confluenza con il Sacco, nel territorio dell'attuale comune di San Giovanni Incarico in località "La Civiltà". Il nome del nuovo insediamento fu modificato in Fabrateria Nova, per distinguerla dalla Fabrateria Vetus, identificabile probabilmente con la moderna Ceccano. Scavi recenti e prospezioni aeree hanno messo in evidenza il reticolo viario regolare della nuova Fabrateria. Sinora il monumento cittadino di maggior consistenza venuto alla luce è l'anfiteatro che, pur non offrendo dimensioni di rilievo (m 70 x 57), appare comunque una struttura importante rispetto alla modesta estensione dell'abitato.

Comuni appartenenti alla riserva




COMUNE DI SAN GIOVANNI INCARICO (FR)

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COMUNE DI ARCE (FR)

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COMUNE DI CEPRANO (FR)

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COMUNE DI FALVATERRA (FR)

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Riserva Naturale del Lago di Canterno

www.riservanaturalecanterno.it




La Riserva Naturale del Lago di Canterno, si trova a nord della provincia di Frosinone. La Riserva Naturale del Lago di Canterno, si trova a nord della provincia di Frosinone. Territorialmente divisa tra i comuni di Ferentino, Trivigliano, Fumone, Fiuggi e Torre Cajetani e si sviluppa nel versante meridionale dei Monti Ernici, alla quota di 720 m s.l.m., ed ha un'estensione superficiale di 1824 ettari. Nel cuore di Canterno con un bacino di circa 2 km2. Ai primi dell'800 al posto dell'attuale lago esisteva una pianura coltivata e le acque dei fossi Cese e Diluvio la percorrevano fino a gettarsi in un inghiottitoio detto il Petruso. Questo cominciò ad ostruirsi per i materiali convogliati dal crescente afflusso, cosicché nella parte più bassa della conca le acque cominciarono a raccogliersi in un lago. Nel passato sono stati effettuati diversi tentativi per liberare il Petruso, ma inutilmente. L'inghiottitoio ha comunque continuato a svolgere la sua funzione, anche se in modo parziale, e ciò ha determinato almeno 12 naturali scomparse e ricomparse del lago fino al 1942, anno in cui la società Elettrica Romana rese permanente il bacino lacustre costruendo una torre di presa sull'inghiottitoio. Questa funziona come una diga, collegata ad una condotta forzata sotto l'inghiottitoio, che permette di sfruttare l'acqua per produrre energia idroelettrica.
La Vegetazione
Il lago di Canterno, situato ad una quota di circa 530 m s.l.m. è soggetto ad una notevole fluttuazione del livello delle acque, e questo fa si che in alcuni tratti sia povero di vegetazione ripariale. Tra le specie erbacee igrofile il Poligono anfibio, che si adatta a vivere sia come pianta acquatica che come pianta terrestre; l'erniaria grigiastra, una pianta che un tempo era considerata un rimedio contro l'ernia; il ranuncolo napoletano, il crescione palustre, la cinquefoglie sdraiata, lo zigolo del micheli simile al papiro, con fusti alti e sottili che portano foglie a raggiera simili alle bacchette di un ombrello aperto. La tipica vegetazione palustre caratterizzata da giunchi, cannucce, ranuncoli acquatici ecc, non si sviluppa lungo le coste del lago ma a ridosso dei vari fossi naturali che convogliano le acque meteoriche.
La Fauna
La Riserva, anche se non molto estesa, presenta una notevole varietà di ambienti naturali, ciascuno dei quali è caratterizzato dalla presenza da elevata biodiversità. Molte specie di uccelli presenti, sia stanziali che di passo. Tra le specie collegate all'ambiente lacustre il cormorano, l'airone cenerino, la garzata, lo svasso maggiore, la folaga, il germano reale, il cavaliere d'Italia. I rapaci sono abbondanti sia notturni che diurni. Tra i mammiferi sono presenti la volpe, la faina, il cinghiale, l'istrice, il tasso e molti piccoli roditori e insettivori. Inoltre sono molte le specie ittiche presenti nel lago.

Comuni appartenenti alla riserva




COMUNE DI FERENTINO (FR)

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COMUNE DI FIUGGI (FR)

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COMUNE DI FUMONE (FR)

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COMUNE DI TORRE CAJETANI (FR)

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COMUNE DI TRIVIGLIANO (FR)

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